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Lettera aperta alla Dott.ssa Norma Rangeri

Lettera aperta alla Dott.ssa Norma Rangeri – direttore del Manifesto  –  [email protected]  (inviata il 29/8/20, di cui verrà data diffusione)  – in riferimento agli articoli del 25, 26 e 27 agosto 2020, apparsi sul Manifesto, riguardanti un incidente di lavoro occorso in Agrilatina – https://ilmanifesto.it/   https://www.facebook.com/ilmanifesto/   [email protected] [email protected]

 

Gentile Direttore,
sono Pasquale Falzarano, facente parte della squadra di Agrilatina oltre che socio. 

Le scrivo perché, purtroppo nonostante la nostra smentita, le nostre diffide e la piena disponibilità ad eventuali incontri e/o a fornire tutti gli elementi utili ad appurare come realmente si siano svolti i fatti, essendo noi l’azienda dove essi sono accaduti non ci avete mai contattati, in alcun modo. Anzi e purtroppo continua ad apparire su internet e sui social la notizia scoop del Manifesto e del ns dipendente “…abbandonato e buttato a terra… come una scarpa vecchia… come animale morto… agonizzante… i capi italiani..” e tante altre affermazioni assolutamente non veritiere che ledono moltissimo l’ immagine e gli interessi di una squadra di lavoro che sta impegnandosi con tanto cuore e fatica, proprio per gli scopi ambientali e sociali che pensavamo Le stessero molto a cuore.

Si potrebbe forse configurare dolo o altro? Abbiamo dovuto purtroppo dare incarico ai legali di mettere in atto le azioni a tutela già preavvisate (querela, risarcimento danni e le altre possibili…).

Le giuste battaglie vanno fatte… ma nei posti giusti… e noi ci siamo sempre battuti per questo…

In questa occasione sembra si voglia creare il mostro dove è esattamente l’opposto:

  • Qui non c’è lo sfruttatore mafioso o caporalato o altro di losco… Siamo una squadra di persone composta da italiani e da ben altre 6 etnie, tutti trattati e rispettati come uomini e in egual misura.
  • Non abbiamo dovuto aspettare nessun decreto emersione o intervento politico, stiamo agendo “in pratica e da soli” da molto tempo.
  • Dalla fondazione della nostra società ad oggi (e sono molti anni) sono tutti regolarmente assunti, non ci sono intermediari, ognuno riceve puntualmente e direttamente ogni mese il suo stipendio, tutte le giornate lavorate (proprio tutte) sono versate.
  • L’azienda ha speso molto (ci sono le fatture a dimostrarlo) in materiali e dispositivi di protezione e sicurezza, che sono a disposizione dei lavoratori e di cui in continuazione se ne raccomanda l’utilizzo.
  • Tutte le persone in Agrilatina lavorano con l’obiettivo di rispettare il Creato, l’ambiente (la plastica nei campi e lungo le strade pubbliche viene raccolta e non interrata né bruciata, immagazzinamento della Co2 stabile nei terreni tramite sovescio e altre pratiche sostenibili,  fotovoltaico su tetti di serre e non a terra), rispetto ed incremento della vita microbica del terreno e della fertilità naturale attraverso un’estrema cura e pratiche biodinamiche, utilizzo di sole sostanze naturali, cibi molto salutari, ecc.
  • Sociale: Si cerca di favorire al massimo l’integrazione delle persone condividendo a volte il cibo delle varie etnie, partecipando alle loro feste e tradizioni, si organizzano pranzi e cene offerti dall’azienda, si organizzano incontri corsi e conferenze interni ed esterni, spesso vengono dati omaggi economici e di vario tipo in diverse occasioni, si fanno insieme (chi liberamente vuole partecipare) interventi sociali (la maggior parte riservati). Ma vogliamo evidenziare che dal 2006 stiamo sostenendo e collaborando con Rimenze, un villaggio nella giungla del Sud Sudan (dove io personalmente sono anche andato con rischi vari) ora lì c’è una scuola (con insegnanti, grembiuli, libri e mensa), una falegnameria, allevamento di api e animali, essicazione della frutta, cibo a sufficienza ottenuto da loro stessi con la coltivazione sostenibile… e non hanno bisogno di fuggire per venire in Europa con il rischio di annegare in mare…
  • Io personalmente quando posso do il mio contributo personale di conoscenza biodinamica e naturale in varie parti del mondo (corsi, stage, visite, conferenze) e non chiedo per questo compensi perché devo vivere con il lavoro agricolo.  
  • Precisiamo che siamo molto dispiaciuti che una persona si sia fatta male. Ci dispiace sempre, figuriamoci se avviene nel nostro lavoro e per gli obiettivi che insieme perseguiamo…
  • Tanto evidenziato perché si doveva nascondere l’incidente e abbandonare la Persona? Che senso e che utilità aveva? In buona fede si è cercato di fare il possibile (forse si poteva fare meglio?), ma, e tutti possiamo ragionarci sopra, l’azienda ha chiamato addirittura l’elisoccorso oltre l’ambulanza, allertati dal responsabile dell’ufficio quando è stato avvertito, per soccorrere una persona che si è fatta male con una certa gravità (ma non era agonizzante come viene dal Manifesto raccontato se è stata dimessa dopo 3 giorni con fratture al torace).
  • Sono state esperite le dovute indagini di Polizia e i dovuti controlli fino a circa le ore 17. Dal verbale redatto da 2 ispettori si evince che tutti gli interrogati hanno dichiarato quale fosse il posto dove era avvenuto l’incidente. Come sono avvenuti i soccorsi e che tutti i dipendenti sono in regola. Di questo verbale ce ne stata data copia, perché siamo noi gli interessati. Non abbiamo attinto a notizie segrete per mezzo di chissà quali forti influenze come viene detto nell’articolo (replica) del 27/8/20.
  • Il personale dell’ambulanza ha prelevato l’infortunato direttamente dall’auto che aveva iniziato a fare il soccorso e non certo da terra.
  • Qualche elementare domanda tutti se la possono porre: perché non è stata mai interpellata anche l’azienda? Perché non si è voluto sentirla quando ha dato la sua disponibilità anche a un incontro? perché non sentito il personale dell’ambulanza? perché non sentito anche le persone di altre etnie che stanno in Agrilatina?  Perché essendoci molti presenti ai fatti e in epoca dove tutti abbiamo in tasca il telefonino non è stata prodotta alcuna foto a supporto delle presunte vessazioni? perché si vuole creare il mostro dove è proprio tutto l’opposto?
  • Si sa che, forse, in questa zona potrebbero anche esserci interessi e manipolazioni di vario tipo legati a etnie, potere, controllo, consenso oltre a interessi economici che noi non conosciamo e di cui vorremmo esserne fuori…

Per tutto quanto sopra, a nome della squadra di Persone di Agrilatina, Le chiedo vivamente di rimuovere urgentemente dai vostri social e da internet tutte le notizie dannose per la nostra azienda. Inoltre, visto che Lei è una giornalista di elevata professionalità (che noi tutti pensavamo Paladina di ingiustizie e soprusi) La invitiamo a visitare la nostra realtà per conoscere a fondo quello che stiamo portando avanti, come le persone vengono trattate e rispettate, che tipo di coinvolgimento c’è, ecc. Potrebbe anche visionare elementi più oggettivi.

Noi siamo completamente assorbiti dalle esigenze di tempo del nostro lavoro e ora siamo invece costretti a trascurarlo e trovare il tempo per difenderci per ciò che assolutamente non siamo… e Lei sa benissimo le conseguenze di quando si mette in moto una tale macchina in questa epoca di comunicazione così smodata…

 

Sto, per questo, cercando di lavorare a una comunicazione che illustra la nostra realtà un po’ più approfonditamente e, quando pronta, eventualmente gliela manderò.

Intanto Le allego un articolo apparso su un giornale locale molto diffuso, che pure inizialmente aveva postato un primo articolo con qualche perplessità, poi prontamente rimosso appena appurata la realtà. Questo articolo è a firma del direttore, giornalista professionista molto preparato che conosce anche bene il nostro territorio, che io finora non ho ancora conosciuto né contattato. Ma mi riprometto di farlo.

 

Buona giornata

Pasquale Falzarano, anche a nome delle persone della squadra Agrilatina

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